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Visualizzazione dei post con l'etichetta vita da prof.

Festa del LAVORO!

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«Amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra» ( Primo Levi)  Ieri stavo traducendo questa versione dal greco e sono stata colpita dal suo contenuto. Bello, alto, rassicurante.  Poi ho pensato che ai nostri giorni la questione non sta più in questi termini, anzi...  Magari potessimo scegliere TUTTI il nostro mestiere!  Solo pochi fortunati se lo possono permettere! I più si adeguano, si adattano, si accontentano. Nella peggiore delle ipotesi, non cercano neppure più (esistono anche queste persone, purtroppo!).  Eppure la nostra Costituzione è intrisa della parola "lavoro" e di tutti i suoi derivati o appartenenti allo stesso campo semantico!  Così ho deciso di andare a cercare tutti gli articoli che parlano del Santo lavoro.  Art. 1. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro . La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle f...

Addio, grande professore!

Una giornata come tante, in cui apro Facebook per fare gli auguri social di rito a qualcuno dei miei contatti. E invece leggo un post che non avrei mai voluto leggere... Il Professor Rino Caputo ringraziava per i tanti auguri ricevuti, ma citava la triste scomparsa del suo amico fraterno Valerio Casadio. Penso di non aver capito bene, quindi lo rileggo daccapo. E invece il contenuto è proprio quello: il grande Professor Valerio Casadio ci ha lasciato nella notte. Immediatamente mi vengono in mente i tre anni universitari passati "insieme". Lezioni intense e accurate, le sue. Mai un pizzico di negligenza o di improvvisazione, mai noncuranza, mai leggerezza.  Quando io ero studentessa universitaria di Lettere classiche a Tor Vergata lui era uno degli assistenti per la cattedra di letteratura greca del professor Marzullo, un'istituzione nel mondo della filologia. Eppure lui non era da meno: si curava (evidentemente per contratto) delle lezioni laboratoriali di letteratura gr...

A proposito dell'insegnamento...

Prendo spunto da un post di Facebook pubblicato qualche giorno fa da una stimatissima collega per riflessioni di tipo personale ma anche (e soprattutto) professionali...  L’insegnamento è il più frustrante dei mestieri moderni.  Gli insegnanti oggi sono una vera e propria categoria “sotto attacco”, da cosa crede che dipenda questo radicale cambiamento nei confronti di una classe che fino a dieci anni fa, era stimata e rispettata? Intanto, io direi non dieci, ma venti o venticinque anni fa: l’aggressione è cominciata allora.  Le cause sono: a livello immediato, la svolta a destra della politica italiana.  Questo ha comportato l’antipatia evidente di molti governi nei confronti di un mondo, quello degli insegnanti, tradizionalmente considerato di sinistra.  Ma più in profondità, e in modo più insidioso, la svolta a destra dell’intero mondo occidentale, l’ideologia unica del profitto, l’esaltazione dell’imprenditoria come sale della terra. Ne risulta una classe dir...

Sbagliando si impara!

È uno dei privilegi della nostra professione: quello di sentire strafalcioni di ogni genere. Eppure è così bello riderne insieme! A tal proposito, vi segnalo questo illuminante articolo della prof.ssa Giulietta Stirati! Che sa di vita passata fisicamente dietro una cattedra, ma accanto (con il cuore...) ai suoi studenti! Grazie, collega! 🤩 articolo Stirati

IL SACRO FUOCO DEI PROF.

Condivido un preziosissimo video che esemplifica la potenza (personale, espressiva, ideologica) di alcuni prof.  Quelli bravi. Quelli validi. Quelli che lasciano il segno nella crescita dei propri studenti. Quelli che ci credono ancora. Quelli ancora pervicacemente convinti che diventare MENTORE dei propri studenti non è una chimera o un’aspirazione ormai passata di moda, ma una missione, sempre viva e sempre sacra. Anzi, oggi più sacra che mai. Oggi che il mestiere di prof. è sempre più bistrattato. Oggi che il prestigio sociale di un insegnante scende sempre di più, di pari passo con il valore del suo stipendio. Oggi che un docente combatte in trincea, in una battaglia teoricamente persa in partenza, visto che le sue “armi” sono molto desuete e spuntate, scariche, inutili contro l’esercito del selfie, la tecnologia sopra ogni cosa, la velocità della vita, che cozza contro ciò che serve allo studio vero e profondo: la lentezza, la concentrazione, l’essere a-tu-per-tu con il te...