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Festa della Liberazione 2024

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25 aprile 2024. Festa della Liberazione.  Ancora? Ovviamente! Ora e per sempre! Non si può smettere di festeggiare una "giornata ricordo" come questa semplicemente perché ha definito quello che siamo e il modo in cui possiamo esserlo! Liberi di dire, liberi di pensare. Liberi di e liberi da.   E un immenso grazie a chi ce lo ha permesso, i partigiani. Proprio loro: stricto sensu dei ribelli, dei banditi, "quelli che andarono sulle montagne". I traditori.  E non importa che fossero bianchi, neri, rossi, screziati o arcobaleno. Hanno fatto letteralmente TUTTO per tirarci fuori da una situazione asfittica in cui ci eravamo andati a cacciare, facendo il peggio che un essere umano possa fare. ( La targa in questione si trova a Scandicci, in Provincia di Firenze, e ricorda la Liberazione dell'Italia dall'occupazione della Germania Nazista avvenuta il 25 aprile 1945) Si obietta: "Erano dei banditi e hanno causato una guerra civile". Esatto. E ...

Ricordando il senso del 25 aprile...

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Alle fronde dei salici  è una poesia di Salvatore Quasimodo pubblicata nel 1946 su una rivista e  successivamente inserita nella raccolta  Giorno dopo giorni  (1947). «E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, fra i morti abbandonati nelle piazze sull'erba dura di ghiaccio, al lamento d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento». Cime ben sanno i miei alunni ed ex alunni, adoro da sempre questa poesia. Perché è cruda ma efficace come solo una bella poesia da essere. Non potevo quindi scegliere un passo migliore per ricordare il reale motivo per cui oggi festeggiamo il 25 aprile....  Ora e sempre, dunque, buona Festa della Liberazione!!! (testo, dati dalla poesia e immagine tratti da Wikipedia.org)