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27 gennaio Giornata della Memoria

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Auschwitz   Laggiù, ad Auschwitz, lontano dalla Vistola, amore, lungo la pianura nordica, in un campo di morte: fredda, funebre, la pioggia sulla ruggine dei pali e i grovigli di ferro dei recinti: e non albero o uccelli nell’aria grigia o su dal nostro pensiero, ma inerzia e dolore che la memoria lascia al suo silenzio senza ironia o ira. Laggiù, ad Auschwitz, lontano dalla Vistola, amore, lungo la pianura nordica, in un campo di morte: fredda, funebre, la pioggia sulla ruggine dei pali e i grovigli di ferro dei recinti: e non albero o uccelli nell’aria grigia o su dal nostro pensiero, ma inerzia e dolore che la memoria lascia al suo silenzio senza ironia o ira. Tu non vuoi elegie, idilli: solo ragioni della nostra sorte, qui, tu, tenera ai contrasti della mente, incerta a una presenza chiara della vita. E la vita è qui, in ogni no che pare una certezza: qui udremo piangere l’angelo il mostro le nostre ore future battere l’aldilà, che è qui, in eterno e in movimento, non in un’imm...

Il dovere di ricordare

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"Caro professore, sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere dovrebbe mai vedere, camere a gas progettate da ingegneri istruiti, bambini uccisi con veleno da medici ben formati, lattanti uccisi da infermiere provette, donne e bambini uccisi da diplomati di scuole superiori e università. Diffido, quindi, dell’educazione e dell’istruzione. La mia richiesta è: aiutate i vostri alunni a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti. La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani." "Les mémoires de la Shoah", Anniek Cojean (Le Monde, 29 aprile 1995)

Giornata della Memoria 2023

L’Odio – Wislawa Szymborska Guardate com’è sempre efficiente, come si mantiene in forma nel nostro secolo l’odio. Con quanta facilità supera supera gli ostacoli. Come gli è facile avventarsi, agguantare. Non è come gli altri sentimenti. Insieme più vecchio e più giovane di loro. Da solo genera le cause che lo fanno nascere. Se si addormenta, il suo non è mai un sonno eterno. L’insonnia non lo indebolisce ma lo rafforza. Religione o non religione – purché ci si inginocchi per il via Patria o no – purché si scatti alla partenza. Anche la giustizia va bene all’inizio. Poi corre tutto solo. L’odio. L’odio. Una smorfia di estasi amorosa gli deforma il viso. Oh, quegli altri sentimenti – malaticci e fiacchi! Da quando la fratellanza può contare sulle folle? La compassione è mai arrivata per prima al traguardo? Il dubbio quanti volenterosi trascina? Lui solo trascina, che sa il fatto suo. Capace, sveglio, molto laborioso. Occorre dire quante canzoni ha composto? Quante pagine ha scritto nei l...

Auschwitz, di Quasimodo

Anche Quasimodo, noto per poesie di altro genere, scrisse una bella e toccante poesia su Auschwitz. Una rivolta dell'animo, una ribellione del cuore e della mente, un invito al "mai più". Bella e toccante, come poche altre del genere. Di seguito la presentazione completa: poesia Quasimodo

#27gennaiopersempre

Uno dei più bei post a tema tra quelli letti oggi sui social.  "Un vecchio ex deportato ad Auschwitz va tutte le mattine all’edicola del suo quartiere, prende sempre un pacchetto di caramelle e chiede all’edicolante se ha il Notiziario Quotidiano del Partito Nazista. L’edicolante, dapprima sorpreso poi ogni giorno rassegnato, gli risponde che quel giornale non esiste più da tanti anni, che lo stesso NSDAP non esiste più. Stamattina, alla solita richiesta del vecchio, l’edicolante gli chiede un po’ contrariato: "Ma perché continua a chiedermi il Notiziario Quotidiano del Partito Nazista se sia il giornale che il Partito non esistono più da tanto tempo?". Il vecchio risponde sorridendo: "Mi piace avere qualcuno che me lo ripete ogni giorno." Moni Ovadia 27 Gennaio, Giornata della Memoria

Giorno della memoria 2022

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Il più bel messaggio a tema ricevuto oggi. Mementote!

La "signora Auschwitz" incontra gli studenti

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" Io mi vergognavo per loro, avevo pena per gli assassini, per gli aguzzini" (Edith Bruck)  A pochi giorni dal 27 gennaio (Giornata della Memoria) e solo due dal 10 febbraio (Giorno del Ricordo),  ho avuto la fortuna di partecipare ad uno di quegli incontri che ti lasciano il segno. Come tutte le volte che ho potuto accompagnare una mia classe ad un incontro con un reduce, un testimone o un sopravvissuto, ne sono uscita devastata.  Come sempre, il silenzio ha accompagnato per lunghi minuti me e i miei ragazzi a fine incontro. Quel silenzio sacro, prezioso, catartico. Quel momento di pausa dalla vita necessario per la rielaborazione, la riflessione, la sintesi interiore.  Partiamo dai necessari dati biografici.  Edith Steinschreiber Bruck, nata nel 1932,  è una testimone della Shoah, poetessa e traduttrice ungherese ma naturalizzata italiana. Adora il nostro  Paese, che ha conosciuto a partire dalla bellissima Napoli e nel quale ha trovato l...

Viaggio senza ritorno

Documentario adattissimo a questa settimana, ma non solo! Proposto stamattina ad una delle mie classi grazie all'input di una mia bravissima collega.  Gli studenti -complice il bravissimo Alberto Angela--sono stati attentissimi per due ore, nonostante la pesantezza dell'argomento... Nessuno di loro che si sia distratto chiacchierando, consultando il cellulare, entrando nelle imprescindibili chat. Solo silenzio. Silenzio e sguardi a tratti allucinati. Grandi, ragazzi! La scuola è ANCHE questo! https://www.raiplay.it/video/2018/10/Ulisse-Il-piacere-della-scoperta-Viaggio-senza-ritorno-7f6e873c-761b-47d2-976e-a439f73e3c22.html

Roger Taylor ad hoc!

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Non conoscevo né la canzone né il video di questo mitico cantante, batterista, ex Queen! Dire bellissimo è dire poco. Lascio la valutazione alla diretta visione e al sublime ascolto! https://m.youtube.com/watch?v=XrNmme4_YX4

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo che lavora nel fango che non conosce pace che lotta per mezzo pane che muore per un si o per un no. Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome senza più forza di ricordare vuoti gli occhi e freddo il grembo come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore stando in casa andando per via, coricandovi, alzandovi. Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi. Primo Levi Ho sempre detto ai miei studenti che alcune poesie non possono essere commentate. Questa è una di quelle. Commentarla, parafrasarla, dividerla in sequenze, cercare le figure retoriche, farne un riassunto sarebbe come distruggerla . Perché non sentiremmo il vero messaggio, che invece va assorbito così: con una lettura tutta d'un fiato. ...

Pietro Terracina e la Memoria

https://www.facebook.com/234339416776864/posts/1251459128398216/ Non servono commenti. Basta ascoltare la voce di chi ha vissuto.