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Incontri belli e inaspettati

Un giorno qualunque, alla cassa del supermercato per fare una ordinaria spesa settimanale... Mentre sono in cassa a cercare di fare entrare tutto quello che ho comprato nelle mie buste per la spesa senza causare una fila infinita dopo di me, mi sento dire: "Scusi, Lei non è la professoressa Mattarocci?". Il tempo di alzare gli occhi e mi ritrovo davanti una bellissima donna, mia studentessa di tantissimi anni fa al mio liceo.  Come abbia fatto lei a riconoscermi dopo tanti anni è un vero mistero, ma la dolcezza dell'abbraccio, i ricordi e le belle parole vicendevoli davano l'idea che ci fossimo lasciate solo qualche mese fa al cancello di scuola per i rituali saluti di buone vacanze.  E invece...  Invece è una donna fatta, una laureata in ingegneria biomedica (e no, il merito non è certamente mio, visto che io le insegnavo italiano, storia e geografia al biennio, ma molto probabilmente della mia collega di Scienze naturali, che deve aver saputo seminare bene ...), fid...

I SALUTI, QUELLI BELLI

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Lettere, messaggi, ringraziamenti a voce, abbracci reali e virtuali, sguardi eloquenti: sono questi i frutti del nostro lavoro.  E ogni anno riceverli mi emoziona come la prima volta, come se non fossero trent'anni che "saluto" ex alunni che, finito l'esame, lasciano per sempre la scuola superiore.  Non li pubblicherò mai perché si tratta di quelle emozioni che nella mia visione della vita non hanno il diritto ad un posto sul web: sono parole troppo preziose per essere buttate nell'etere dello "spreco", nella piazza del "mi piace" (o pollice su o cuoricino), nel luogo dell'abuso del sentimento a buon mercato.  Le raccolgo, le stampo (dove necessario), le ripongo nel cassetto fisico della mia libreria e nel cassetto psicologico della mia memoria da prof.  Anche quest'anno, quindi, grazie, RAGAZZI, grazie a voi di tutto questo!  Vi voglio bene... ♡♡♡♡ La vostra ex prof