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Sulla preziosità impalpabile dei libri

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«È sciocco pensare che si debbano leggere tutti i libri che si comprano, come è sciocco criticare chi compra più libri di quanti ne potrà mai leggere. Sarebbe come dire che bisogna usare tutte le posate o i bicchieri o i cacciavite o le punte del trapano che si sono comprate, prima di comprarne di nuove. Nella vita ci sono cose di cui occorre avere sempre una scorta abbondante, anche se ne useremo solo una minima parte. Se, per esempio, consideriamo i libri come medicine, si capisce che in casa è bene averne molti invece che pochi: quando ci si vuole sentire meglio, allora si va verso "l’armadietto delle medicine" e si sceglie un libro. Non uno a caso, ma il libro giusto per quel momento. Ecco perché occorre averne sempre una nutrita scelta! Chi compra un solo libro, legge solo quello e poi se ne sbarazza, semplicemente applica ai libri la mentalità consumista, ovvero li considera un prodotto di consumo, una merce. Chi ama i libri, sa che il libro è tutto fuorché una merce.» ...

Dante a Tor Bella Monaca (letteralmente)

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"Certi viaggi nun sò belli, frà!"  Nel mezzo del cammin! Ovvero nel mezzo di un viaggio, un trip (come dicono i giovani protagonisti nel loro eloquio). Un lungo salto spaziotemporale catapulta il Sommo dal Trecento ai giorni nostri. In un posto non scelto a caso, ma precisissimo e caratterizzante: Tor Bella Monaca. Meglio ancora (per chi li ha riconosciuti) nei bellissimi giardini del liceo Amaldi, una specie di boschetto personale dove i nostri studenti hanno la fortuna di poter scorrazzare, quando vogliono.  Ovviamente l'impatto è enorme: Dante è vestito in modo a dir poco bizzarro agli occhi dei ragazzi che se lo vedono piombare davanti dal nulla (in una scena che ricorda molto da vicino quella similare del film di successo "Sono tornato"). E altrettanto strambi e bizzarri sembrano loro agli occhi di lui, che parla in terzine e non riesce a "rappare" come invece fanno loro con agio. Ma basta pochissimo (una chiacchierata su una panchina,...

Elogio (fattivo) del Classico

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Un'altra giornata qualunque. In attesa di entrare in classe tornavo verso la sala professori dal nostro prezioso punto ristoro, in cui avevo appena degustato in ottima compagnia un caffè buonissimo (a proposito: hanno appena cambiato miscela e il risultato è qualcosa di superbo: un caffè non solo buonissimo  ma tanto profumato che sembra macinato al momento...). Davanti alla sala prof intravedo due ragazze, che da lontano ovviamente non identifico. Mi avvicino e le riconosco: sono due ex studentesse del quinto classico dello scorso anno, due "mature" e neostudentesse universitarie  (le famose  "matricole").  Una era vestita in modo casual, quello per lei solito; l'altra aveva un leggero tocco di formalità (ma senza esagerare). Scopro che in mattinata è impegnata con esame all'università (c.v.d.). Però ha trovato il tempo e la voglia di fare un salto alla sua "vecchia scuola" insieme alla sua "vecchia" compagna di classe. Per un gradit...