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Incontri inattesi e dolci come il miele

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Stamattina, miracolosamente libera dal solito orario lavorativo, ho deciso di andare a fare quattro passi nel circondario (che non fanno mai male). I quattro passi sono piacevolmente diventati molti di più, ma alla fine - non essendo io propriamente un'atleta né una donna così ginnica - mi sono fermata su una panchina assolata immersa nel verde.  Dopo aver scattato qualche foto bella e prevedibile come quella che vedete qui, mi ero messa a leggere articoli di vario genere sul telefono. All'improvviso ho alzato gli occhi e mi sono sentita apostrofare: "Prooooof!". Era un'ex studentessa, diplomatici di recente, che avevo visto qualche tempo fa a scuola.  Abbiamo parlato  ricordato, fatto resoconti, fatto previsioni, esposto aspettative e sogni. Tutte attività piacevoli e dolci, esattamente come l'abbraccio che ci siamo scambiate oer salutarci. Dolcezze che non ti aspetti. Dolci gratificazioni del mio mestiere...

Firenze, marzo 2026

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Qualche giorno fa ho avuto il piacere di accompagnare una delle mie classi in visita di istruzione a Firenze. Una giornata intera (dalle 7.00 alle 20.30, da programma) densa di Bellezza, che ha ripagato la levataccia, che nel mio caso prevedeva una sveglia ad orario notturno per il raggiungimento della stazione Termini così presto, e il rientro a casa nel dopo cena, con i piedi che gridavano pietà, non essendo io propriamente una maratoneta.  Eppure ne è valsa la pena! Abbiamo girato l'intera "Florentia" godendoci le sue bellezze medievali, la sua grande affluenza turistica, i suoi musei a cielo aperto, ma anche e soprattutto la presenza tangibile di Dante!  Dante, Dante, Dante ovunque. Strade intitolate, museo dedicato, chiesa di Dante, iscrizioni e citazioni ovunque.  Insomma, un bagno nella Bellezza. Artistica e letteraria. Dolce musica per la mia anima...  Allego carosello di foto. Ad memoriam. David Palazzo Pitti Magnifica ved...

Addio, caro Paolo

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«Ὃν οἱ θεοὶ φιλοῦσιν, ἀποθνὴσκει νέος» (Menandro) "Muore giovane chi è caro agli dèi", disse Menandro secoli e secoli or sono, non immaginando sicuramente quante volte il suo detto sarebbe stato usato da noi poveri mortali in cerca di consolazione... Davvero una magra consolazione, se pensiamo che stiamo parlando di una persona troppo giovane per andarsene. Troppo bella per non aver diritto ad invecchiare su questo angolo di mondo. Troppo meritevole per non avere diritto ad uscire vincitore da una lotta impari contro una maledetta malattia. Letteralmente bello come il Sole. Nel senso pieno dell'espressione, non solo in quello banalmente estetico.    Amato e idolatrato dai suoi studenti, ai quali ogni giorno, mentre distribuiva plenis manibus conoscenze preziose e motivanti, d imostrava dedizione completa, empatia sincera, affetto vero.  Sicché oggi siamo in tantissimi a piangerlo e a cercare un perché... Ecco: questo è uno dei momenti in cui voglio credere fe...