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Ricordando la MIA maturità...

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Ricordando l'indimenticabile... Il giorno della loro Prima Prova dell'Esame di Stato, mentre aspettavamo l'arrivo del plico telematico ministeriale, i miei studenti di quinta mi hanno chiesto di raccontare loro il MIO ESAME DI MATURITÀ (all'epoca si chiamava proprio così...).  Così abbiamo dato vita ad un momento di amarcord: ho raccontato loro come si svolgeva l'esame di Maturità classica nel lontanissimo 1988 (praticamente l'era dei dinosauri, ormai...). Ho spiegato loro che anche noi adolescenti di fine anni Ottanta facevamo "solo" due prove scritte (il periodo della "Terza prova"  è arrivato molto dopo....) e  che per l'orale delle 4 materie "uscite" se ne sceglievano due, ma una era proprio ad insindacabile scelta del maturando, la seconda era attribuita dalla commissione 24 ore prima della prova orale (e generalmente ci si orientata sulla materia in cui l'esaminando aveva il voto di ammissione più alto....) e pubblicat...

Esami di Stato 2023 al via!

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E anche quest'anno ci siamo: riunione di insediamento dalla commissione fatta, colleghi commissari esterni conosciuti, compilati i primi verbali di una lunga serie di adempimenti che ci accompagneranno per tutto il percorso d'esame, materiali preparati, quindi lavori avviati!  Domani si comincia sul serio, con la "famigerata" Prima prova d'esame, ovvero la prova scritta di italiano, da tutti temuta perché mai scontata, mai semplice, sempre piena di insidie, nonostante le apparenti "infinite" 6 ore di tempo...  Il giorno dopo Seconda prova, con la materia di indirizzo, quest'anno per i miei studenti la prova di Latino monolingua: e qui è peggio che andar di notte, perché l'autore può essere più o meno noto e perché la traduzione dal latino (che speriamo almeno comprensibile e di in argomento non astruso) è seguita da tre domande di comprensione, analisi e contestualizzazione a risposta sintetica!  In sostanza, gli studenti devono dimostrare non so...

Tutor e tutee

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"È questo il senso del nostro lavoro!"  In questi faticosissimi giorni di fine anno scoladtico, ho chiuso con una bella cerimonia finale la mia funzione di tutor di un docente neoimmesso in ruolo (ho scoperto che si chiama - con un anglismo ormai in voga - "il tutee" ).  Non era questa per me la prima volta: lo avevo già fatto per un caro collega un decennio fa e ci ho riprovato quest'anno. E anche stavolta è stato come riavvolgere il nastro: mi sono ritrovata catapultata nel lontanissimo 2002, quando l'esperienza "mistica" toccò a me. La collega che mi fece da tutor - al liceo Joyce - fu con me sorridente, accogliente, disponibile, solare, affidabile, sempre presente.  Questo mi viene dunque naturale essere ogni volta. Perché - come in tutte le esperienze di vita - verba movent, exempla trahunt.  E se ti insegnano ad essere rispettosa ed empatica, cosa ti può venire più naturale che essere rispettosa ed empatica con un tuo collega, senza conside...