Traduzione, ti adoro! ♡

"Prof., ma a Lei piace tradurre?"

Oggi lezione di sportello greco in coda alla giornata (non meravigliatevi: nel nostro liceo le attività di recupero iniziano praticamente con l'inizio della lezione). Un'ora passata ad analizzare un testo greco, destrutturarlo e poi tradurlo. 
Per me un'ora di estasi, ovviamente. Si deve essere capito dall'entusiasmo con cui - nonostante la palpabile stanchezza di fine settimana -  passavo tra i banchi a dare indicazioni di metodologia (oltre che a rispiegare argomenti di grammatica, su richiesta). A fine lezione, mentre uscivamo dalla classe, una studentessa mi dice: "Prof., ma a Lei piace tradurre?". La parola chiave, ovviamente, era "MA", accompagnata dal tono dell'incredulità...
La mia risposta non poteva che essere: "Sì, tantissimo". La sua faccia comunicava un chiarissimo: "Mah! De gustibus...". 
A quel punto ho capito che non potevo lasciar cadere la cosa, quindi ho proseguito con un po' di gossip: "Mi piace da sempre, sin da quando ero piccolissima e alle medie facevo le traduzioni dall'inglese. Mi ha sempre intrigato l'idea di comprendere bene quello che è scritto in un'altra lingua, usando il vocabolario in profondità. E quando mi sono ritrovata al liceo classico a fare la stessa operazione dal latino e dal greco mi sono sentita... in Paradiso!".
Ci siamo salutate, prendendo ognuna la propria strada di uscita dalla scuola, in direzione di un sacrosanto riposo di fine settimana. 
Non penso di averla convinta a prendere Lettere classiche all'università, ma sono felice di aver fatto un po' di sano orientamento di base. Persino nelle prime ore pomeridiane di un venerdì scolastico!!! 
Adoro il mio lavoro. Si deve essere capito... ♡

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